L'UHPC annulla i vincoli tradizionali del calcestruzzo, permettendo al progettista di concepire elementi estremamente sottili, forme organiche e geometrie complesse con resistenze meccaniche paragonabili a quelle dell'acciaio.
La rivoluzione dell'UHPC risiede nell'ottimizzazione granulometrica spinta al limite (packing density). Si eliminano ghiaia e pietrisco, utilizzando solo sabbie fini al quarzo (max 1 mm) e fumi di silice, le cui nanoparticelle riempiono i vuoti microscopici tra i granuli di cemento. Il rapporto acqua/cemento scende a valori estremi (< 0.25), resi gestibili solo grazie a massicce dosi di additivi super-fluidificanti.
Per ovviare alla intrinseca fragilita' di una matrice cosi' rigida, vengono disperse nell'impasto micro-fibre in acciaio ad alto tenore di carbonio o polimeriche (PVA). Questa aggiunta volumetrica (tipicamente 2-3%) conferisce al materiale una notevole resistenza a trazione e un comportamento post-fessurativo duttile (incrudente), che spesso consente di eliminare totalmente l'armatura passiva tradizionale (tondini e staffe).
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
L'assenza di inerti grossolani permette di replicare la matrice del cassero a livello micrometrico. Il risultato estetico e' assimilabile alla ceramica o al marmo, liscio e privo di vespai.