L’ETFE ha liberato l’architettura dal peso del vetro. Dallo stadio Allianz Arena di Monaco al Water Cube di Pechino, questa “bolla d’aria” trasparente permette di coprire luci immense con strutture di supporto ridotte all’essenziale, creando involucri vivi e dinamici.
L’ETFE viene estruso in film sottilissimi (generalmente tra i 100 e i 300 micron). Da solo, un film non possiede alcuna rigidezza flessionale. Il genio strutturale del sistema risiede nella sua natura pneumatica. Più layer vengono termosaldati lungo i bordi per formare un “cuscino” chiuso, inserito poi in una cornice di alluminio. Un sistema continuo di pompe immette aria filtrata a bassissima pressione tra le camere. Questa sovrappressione trasforma i film flaccidi in un elemento pre-teso e iper-rigido, capace di sopportare carichi di neve immensi e deformarsi elasticamente sotto le raffiche di vento estreme senza lacerarsi.
A differenza del vetro che scherma gran parte dei raggi UV, l’ETFE è quasi totalmente permeabile ai raggi UV — indispensabile per le serre botaniche. Chimicamente simile al Teflon, l’ETFE possiede un coefficiente di attrito bassissimo: è letteralmente antiaderente. L’acqua piovana non bagna la superficie ma scivola via a gocce perfette (Effetto Loto), asportando automaticamente smog, polvere e guano, riducendo quasi a zero i costi di pulizia.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
I cuscini ETFE sono un sistema vivo che “respira”. Richiedono piccole centraline di gonfiaggio collegate alla rete elettrica. Tuttavia, poiché il sistema è ermetico, le ventole non devono generare un flusso continuo ma solo compensare le micro-perdite e gli sbalzi termici. Il consumo energetico per coprire migliaia di metri quadrati equivale a quello di una singola lampadina a incandescenza. CRITICO: l’aria deve essere rigorosamente deumidificata per evitare condense interne.