Nata nel XIX secolo per emulare la durabilita' degli affreschi medievali, la pittura ai silicati utilizza come legante il silicato di potassio liquido — il cosiddetto 'vetro liquido'. Il suo comportamento fisico-chimico la rende l'alleata perfetta dell'architettura minerale e del restauro storico.
La maggior parte delle vernici odierne (acriliche, stireniche) aderisce al muro come una colla, formando un film plastico superficiale. La pittura ai silicati, invece, penetra nelle porosita' del supporto e reagisce chimicamente con i sali di calcio presenti nell'intonaco. Questa reazione — la silicatizzazione — genera una struttura microcristallina insolubile di silicato di calcio idrato. La pittura non e' piu' un rivestimento aggiunto: diventa fisicamente parte della parete stessa.
Avendo una struttura cristallina analoga a quella della sabbia, questa finitura lascia traspirare quasi il 100% del vapore acqueo (Sd < 0.01 m), impedendo i distacchi causati dall'umidita' interna. Il suo pH fortemente alcalino (~11) agisce come funghicida e alghicida naturale senza disperdere biocidi nell'ambiente. Il suo unico limite e' la compatibilita': la silicatizzazione avviene solo su supporti minerali nudi.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
La silicatizzazione avviene solo su supporti minerali nudi (intonaci a calce, cemento, pietra, mattone). Non e' compatibile con superfici gia' verniciate a pitture acriliche o lavabili preesistenti.