Il vetro e' intrinsecamente fragile e incapace di sopportare sforzi di trazione. Tuttavia, attraverso il trattamento termico e la stratificazione con polimeri rigidi, il vetro strutturale sfida la gravita', trasformandosi in travi, pilastri e facciate sospese senza alcun telaio opaco.
Per diventare portante, il vetro Float normale deve essere temperato. Riscaldato a 700 gradi C e raffreddato bruscamente ad aria, le superfici esterne si contraggono intrappolando il nucleo in uno stato di compressione superficiale che triplica la resistenza a flessione (> 120 MPa). Per l'impiego strutturale e' tassativo il ciclo HST (Heat Soak Test), un collaudo in forno che fa esplodere in sicurezza i vetri con impurita' di Solfuro di Nichel, garantendo l'affidabilita' in opera.
Un vetro portante e' sempre stratificato. Il tradizionale PVB e' morbido ed elastico: se le lastre si rompono, il pannello spancia cedendo. Il vetro strutturale usa intercalari ionomerici rigidi come il SentryGlas (SGP): 100 volte piu' rigido e 5 volte piu' resistente alla lacerazione del PVB. In caso di rottura, lo strato di SGP mantiene il pannello rigido e in posizione, impedendo il collasso strutturale.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
Qualsiasi foro, molatura o svasatura deve essere eseguita PRIMA della tempra termica. Una volta temperato il vetro non puo' piu' essere tagliato o forato. Il Heat Soak Test (HST) e' obbligatorio per uso strutturale.