Le tavelle e i tavelloni sono gli elementi ponte dell’architettura orizzontale. Rigidi ma leggeri, sono progettati per coprire le luci tra i travetti, fungendo da cassaforma a perdere per il calcestruzzo e da scudo tagliafuoco per l’ossatura portante.
La produzione avviene mediante estrusione: l’argilla viene spinta attraverso una filiera generando un nastro continuo, tagliato poi nelle lunghezze desiderate (fino a 120 cm). L’altissima percentuale di foratura longitudinale riduce drasticamente il peso senza comprometterne la resistenza a flessione. Le facce esterne con rigatura a coda di rondine garantiscono una perfetta adesione chimico-meccanica della malta di allettamento o dell’intonaco.
L’introduzione della trave d’acciaio a doppia T (“putrella”) tra fine ‘800 e primi del ‘900 ha rivoluzionato le costruzioni. I tavelloni si sono rivelati l’accoppiamento perfetto: appoggiati sulle ali inferiori del profilato, creavano un pavimento rigido e incombustibile. Successivamente la tavella piana è stata impiegata come assito incombustibile sopra le capriate in legno dei tetti (il cosiddetto “tetto scempiato”) o come coperchio leggero nella posa di vespai areati e intercapedini.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
Per i tagli di adattamento usare flessibile con disco diamantato. Mai strumenti a percussione: le sottili pareti degli alveoli si frantumano. Per i controsoffitti appesi, i fili di ancoraggio in acciaio zincato vengono infilati attraverso gli alveoli ogni 30 cm.